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Biografia di Piero Manzoni - 1961-63 1961 Il 22 aprile, Piero Manzoni e Enrico Castellani espongono alla Galleria
La Tartaruga di Roma ("Castellani & Manzoni"). Qui Manzoni firma
per la prima volta degli esseri umani (modelle nude o persone del
pubblico) trasformandoli in Sculture
viventi. Diventano così opere d’arte Marcel Broodthaers,
Umberto Eco, Emilio Villa, Henk Peters.
In agosto Manzoni inaugura a Zagabria la mostra "Nove tendencije" con il gruppo Gorgona. Per la rivista "Gorgona" progetta una prima versione delle "Tavole d'accertamento". La versione definifitiva sarà edita per i tipi di Vanni Scheiwiller (prima nell'ottobre del '61 e poi esattamente un anno dopo) e comprenderà opere ideate separatamente tra il 1958 e il 1960: due carte geografiche (Irlanda, Islanda), due alfabeti, due impronte (pollice sinistro, pollice destro), una linea, le impronte della mano sinistra e della mano destra.
Il 1961 è l’anno della Merda
d’artista.
Le 90 scatolette vengono reallizzate in maggio e sono presentate per la prima volta in pubblico il 12 agosto, alla Galleria
Pescetto di Albisola Marina ("In villeggiatura da Pescetto",
12-19 agosto).
Nello stesso anno Piero Manzoni crea le Basi
magiche (piedistalli che trasformano in un opera d’arte
chi vi sale sopra) ed inizia la serie degli Achromes realizzati con
nuovi ed inediti materiali: cotone,
fibra di
vetro, legna,
polistirolo
fosforescente, rosette,
peluche,
carta da
pacchi e di giornale.
A Herning, in Danimarca, realizza
la Base
del mondo ("Socle du monde, socle magique n.3 de
Piero Manzoni, 1961, Hommage à Galileo"), una base
magica capovolta, capace di sostenere il mondo intero.
In autunno Piero Manzoni è tra gli artisti del Gruppo Milano 61 (insieme
a Bonalumi, Castellani, Dadamaino) presenti alla sezione
"Informativo – sperimentale" del XII Premio Lissone
(Lissone, 23 settembre–23 ottobre). 1962 Manzoni è prende parte a due mostre del Gruppo Zero (Anversa e Berna) e partecipa con grande fervore progettuale alla "Exspositie Nul", organizzata dall'amico artista Henk Peters
presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam.
La tematica della sparizione
dell’opera d’arte, fatta propria da Henk Peters e dagli
organizzatori della mostra, era stata anticipata da Manzoni nel
"Manifesto contro niente per l’esposizione internazionale
di niente" (pubblicato a Basilea nel 1960 e firmato insieme
a Bazon Brock, Enrico Castellani, Rolf Fenkart, Carl Laszlo, Heinz
Mack, Onorio, Piene e Herbert Schuldt.)
Le ultime opere e progetti di Piero Manzoni sono caratterizzati da una
grandiosità architettonica: dalla finestra fosforescente
realizzata in una fabbrica di camicie ad Herning, all’idea
di tracciare una linea lunga quanto il meridiano di Greenwich, fino
al progetto
per il Placentarium, un gigantesco "corpo d’aria"
abitabile, "teatro pneumatico per balletti di luce, di gas,
ecc...".
Nello stesso anno, Manzoni progetta insieme all'editore Jes Petersen la pubblicazione di un libro dalle pagine bianche: "Piero Manzoni. The Life and the Works". 1963 Il 25 gennaio si apre alla Galerie
Smith di Bruxelles una mostra mono- grafica dedicata
all’opera di Manzoni.
Il 6 febbraio, Piero Manzoni muore improvvisamente di infarto a
Milano, nel suo studio di via Fiori Chiari 16.
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